Alessandra Cappellotto partecipa al 192esimo congresso UCI ai Campionati del Mondo

Alessandra Cappellotto, presidente di Road To Equality e direttore del CPA Women, è presente oggi al 192esimo Congresso UCI per incontrare i Presidenti delle federazioni ciclistiche e discutere di sviluppo, parità ed emancipazione femminile nel ciclismo. Perché lo sport è un potente strumento per creare dialogo e relazioni tra culture e paesi diversi, con un’obiettivo di crescita comune.

3, 2, 1… Iniziati i Campionati del Mondo a Glasgow!!

Tra le tante atlete che inizieranno a gareggiare oggi ci sono anche le ragazze della nazionale Nigeriana che si sfideranno in varie gare in pista. Se a decidere le classifiche saranno i tempi delle più veloci noi vogliamo fare una menzione speciale per le divise di questa Nazionale… a dir poco fantastiche.
Grazie Rudy Project! Grazie Sidi!

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Comunicato stampa Regione del Veneto

ZAIA PRESENTA “ROAD TO EQUALITY”, ASSOCIAZIONE FONDATA DA ALESSANDRA CAPPELLOTTO CHE HA SALVATO UN GRUPPO DI CICLISTE AFGANE. “STORIA DI SPERANZA E DETERMINAZIONE PER IL NOSTRO 8 MARZO”

(AVN) – Venezia, 7 marzo 2023

“Voglio omaggiare Alessandra Cappellotto, grande campionessa di ciclismo, per una iniziativa che, con la sua associazione Road to Equality, è una storia di speranza e determinazione che ci sembrava giusto mettere in luce in occasione dell’8 marzo”.  

Così oggi il Presidente della Regione Luca Zaia ha introdotto Alessandra Cappellotto, presente a palazzo Balbi con la sua l’associazione “Road to Equality” assieme a un gruppo di cicliste afgane che è riuscita a portare in Italia, in Veneto, salvandole dalle persecuzioni in atto nei confronti delle donne del loro paese. 

La campionessa di ciclismo, dal palmares ineguagliato, vicentina di Sarcedo, è infatti la fondatrice dell’associazione sportiva dilettantistica “Road to Equality” che, attraverso lo sport, e in particolare il ciclismo, promuove l’emancipazione della figura femminile nei Paesi in via di sviluppo e in quelli in cui le donne non godono di diritti basilari.

“Esattamente due anni fa, in questi giorni – ha raccontato Cappellotto –, abbiamo organizzato una gara di ciclismo a Kabul portando 56 ragazze a pedalare per le strade afgane. È stata l’ultima possibilità di praticare sport che hanno avuto perché pochi giorni dopo, a marzo 2021, si sono reinsediati i talebani. All’epoca erano 220 le atlete iscritte alla federazione di ciclismo afghano nel 2021, diverse migliaia le ragazze e le donne che usavano la bici per muoversi in città. Reinsediati, i talebani nel marzo 2021 e ripristinano la proibizione del ciclismo femminile”

Così Alessandra Cappellotto con la sua associazione nel settembre 2021 ha deciso di portare un gruppo di atlete afgane e alcuni loro familiari, in tutto 14 persone, in un paesino della provincia di Vicenza, dove sono state accolte come migranti nella scuola e nelle comunità dopo mesi di battaglie diplomatiche e burocratiche. Ha trovato un punto di appoggio e solidarietà della comunità locale dove le ragazze hanno cominciato a lavorare, studiare e integrarsi.

“Grazie all’accoglienza dei veneti e allo status di rifugiate – ha detto Cappellotto – sono riuscite a inserirsi, due si stanno preparando per le Olimpiadi di Parigi, lavorano, studiano e vivono una vita serena. Questo è l’obiettivo della nostra associazione: aiutare ragazze come loro in tutto il mondo”. 

“Ringrazio Alessandra perché questo è il nostro modo di celebrare l’8 marzo – ha concluso il Presidente Zaia – con una storia di speranza e determinazione, perché solo i pessimisti non fanno fortuna”.

Radio Capital: INTERVISTA AD ALESSANDRA CAPPELLOTTO

Alessandra Capellotto è stata ospite di LaLaura e Fabio Canino a Radio Capital per parlare di Road to Equality, associazione nata con l’obiettivo di aiutare le giovani donne nel mondo dello sport. Insieme hanno ripercorso la carriera della campionessa mondiale fino alla fondazione dell’associazione, spiegando così i progetti attivi a sostegno delle atlete in difficoltà.

Ascolta l’intervista.

Lija Laizāne e Road to Equality

Tra le atlete supportate da Road to Equality figura anche la ciclista Lija Laizāne. Classe 1993, nazionalità lettone, la giovane campionessa ha disputato con successo varie competizioni ciclistiche, collezionando titoli e significativi risultati tra cui un ottimo piazzamento all’ultimo mondiale gravel 2022 disputatosi a Cittadella (PD).

1- Lija, quando hai iniziato a fare ciclismo?

Il mio incontro col ciclismo è iniziato per caso, a 12 anni, spronata da un amico che già correva: ho così partecipato a una gara per le categorie giovanili e lì sono stata notata da un allenatore, il quale mi ha proposto di dedicarmi a questo sport fornendomi una bici da strada. Davanti a una tale opportunità non ho potuto che accettare, anche perché, possedendo allora una piccola bici BMX, ne sognavo ardentemente una “grande”. Da quel momento non mi sono più fermata.

2- Puoi usare 3 aggettivi per descriverti come persona e 3 aggettivi per descriverti come ciclista?

Come persona mi reputo disponibile, scherzosa, impulsiva; come ciclista direi rispettosa, coraggiosa, determinata. Penso comunque che tutte queste caratteristiche si compenetrino vicendevolmente. 

3- In quale occasione hai incontrato o conosciuto Road To Equality?

Ho conosciuto dapprima Alessandra Cappellotto, che mi ha proposto di gareggiare ai mondiali di gravel: mi ha invitata ed ospitata presso l’associazione Road to Equality mostrandomi grandissima diponibilità. Così ho conosciuto meglio sia il CPA Women (Association of Professional Cyclists for Female Athletes) sia la sua associazione Road to Equality: questo progetto mi ha emozionato e mi è sembrato fin da subito davvero interessante. 

4- Quale è stata la tua esperienza con Road To Equality?

Road to Equality mi ha dato un aiuto fondamentale per i Mondiali di gravel. Mi ha procurato una bici tramite l’azienda Cicli Liotto e mi ha aiutato ad inserirmi in un team  per la stagione 2023. Sono profondamente grata ad Alessandra e a tutto lo staff per il calore e la disponibilità che mi hanno dimostrato. 

5- Tu pensi che lo sport possa essere un mezzo per aiutare le donne ad emanciparsi?

Lo sport fa sentire tutti liberi e uguali. Negli ultimi anni ho piacevolmente notato che lo sport femminile, e non solo per quanto riguarda il ciclismo, sta avendo molta più attenzione rispetto che in passato. Ciò ha permesso di alzarne il livello, portandolo gradualmente al pari con la categoria maschile e aumentandone il rispetto.

Credo che lo sport sia davvero uno strumento vincente per abbattere discriminazioni e barriere di ogni tipo, dando così voce ai propri diritti.

6- Hai un sogno che vorresti realizzare come ciclista? 

Vorrei continuare a migliorarmi per arrivare a un alto livello e gareggiare cosi in una squadra World Tour. E ovviamente, vincerne una gara.

7- E un sogno come donna?

Mi auguro una vita felice ed emozionante, piena di gratificazioni.